Per creare la nostra realtà noi abbiamo sempre cooperato, anche se spesso non siamo stati consapevoli di questo. L'umanità costituisce una forza direzionale di crescita nell'ambito delle forze dell'evoluzione, ma per adempiere completamente a questa potenzialità ha bisogno di trovare la sua strada fuori dell'attuale crisi globale. Nessun altro farà questo per noi. Per trovare una soluzione dobbiamo imparare a includere il “Tutto” nella nostra consapevolezza amorevole, e questa non è davvero una piccola cosa. La situazione attuale d'altra parte è un incentivo per la crescita interiore verso un livello più profondo di empatia e volontà di investire noi stessi e gli altri della capacità di lavorare per la vita stessa. “Non puoi seguire questa traccia da solo ma solo tu puoi seguirla”, cantano gli Zapatisti del Messico. Come possiamo collegare integrità politica e intelligenza in direzioni dall'alto verso il basso con una cooperazione attiva nella creazione della realtà, proveniente da iniziative di crescita dal basso verso l'alto? Come possono iniziative dal basso autonomamente organizzate collaborare allargandosi continuamente per trasformare le nostre società? Come possono gli individui con le loro capacità rafforzare il potere delle organizzazioni e progettare di essere una parte di un tutto senza che una cosa comporti la perdita dell'altra? E' un equilibrio così delicato! Solo che troppo spesso troviamo gruppi e organizzazioni la cui attività dipende dall'impulso di un solo leader o esperto, che fornisce ispirazione, impoverendo in questo modo la scelta di possibili strategie e minimizzando le loro possibilità di comprensione flessibile nella scelta di soluzioni. D'altro canto, molti gruppi e squadre, che effettivamente mirano all'impiego della diversità, si accontentano della ricerca del minimo comune denominatore più basso, e finiscono con un tiepido compromesso, che nessuno inizialmente voleva. I momenti che sono veramente affascinanti sono altri, quelli intermedi, quando grandi idee ispirano gli altri e mentre l'ispirazione diventa contagiosa l'energia si sprigiona. Esistono principi, metodi e strumenti che vengono sviluppati ovunque nel mondo, che cercano consapevolmente di aiutare questi momenti dorati ad emergere dall'ordinamento dei gruppi: ingredienti importanti per far fiorire la creatività umana! Bohm's Dialogue, Mindell's Worldwork, Harrison Owen's Open Space e Juanita Brown's World Café , il Forum, Scott Peck e il Way of Council.... Ognuno di questi riesce veramente a creare un'atmosfera di profonda comprensione, comunicazione reciproca e saggezza collettiva. Informazioni su ciascuno di questi possono facilmente essere trovate su Internet. Tuttavia noi abbiamo trovato che una cosa è diventare “virtualmente” intelligenti gli uni con gli altri, (suscitando così sogni elevati e larghe visioni), ma altra cosa è tradurre ciò in una strategia realistica ed in un piano di azione, che dopo viene realizzato nella realtà esterna. Nel cammino, il nostro comunicare non viene così facilmente! Come oltrepassare la soglia tra un largo spazio aperto di mutua ispirazione, e quell'energia focalizzata e diretta, che la concreta realizzazione dei nostri sogni richiede? Questo è il punto nel quale spesso sono affondati progetti, ai quali noi abbiamo collaborato. Nello stesso tempo: come possiamo trovare abbastanza tempo per la riflessione e la consapevole ricezione di feedback dal nostro ambiente, mentre approfondiamo la nostra intimità con il mondo circostante, e perfezioniamo la nostra visione del mondo e lo schema dei nostri progetti? Esiste un metodo intrigante che grazie alla sua capacità di abbracciare e sostenere tutto il ciclo dell'intelligenza collettiva, dall'ispirazione alla realizzazione, e indietro alla sorgente, è chiamato Dragon Dreaming. Dragon Dreaming - Introduzione Il Dragon Dreaming è basato sul potere dei nostri sogni di evocare un futuro che porta avanti le nostre possibilità più profonde. Invece di creare nuove istituzioni statiche, il Dragon Dreaming mira alla creazione di una serie ininterrotta di progetti, che si evolvono insieme alla nostra abilità di immaginare il risanamento di un mondo ferito. C'è sempre una frattura tra il mondo che noi conosciamo e il mondo che sogniamo. Molto spesso noi accettiamo la piccola realtà, invece di aspirare alla versione completa di quello a cui il nostro cuore aspira. Il Dragon Dreaming ci sostiene nel camminare insieme per costruire ponti tra il passato e il futuro, pur rimanendo profondamente radicato nel presente. Un viaggio di mille miglia comincia sempre con un solo passo. Il Dragon Dreaming è stato sviluppato in Australia, dove vive il Serpente Arcobaleno, e dove è ancora pulsante il tempo del sogno. Il metodo si ispira alla teoria del caos e della complessità, alla teoria dei sistemi viventi, e all' antica spiritualità degli Aborigeni, e punta a sostenere il Grande Cambiamento (come descritto da Joanna Macy ed altri), cioè la trasformazione della consapevolezza umana attraverso una nuova cultura di sostegno alla vita. Il processo reintegra consapevolmente la separazione, che la nostra cultura ha da tempo creato tra gli emisferi del nostro cervello, intuizione e razionalità, tra la soggettività egoista dell'Io e il mondo oggettivo, tra pensare e fare e tra essere, lavorare e giocare. Il Dragon Dreaming è basato sul potere della celebrazione, della collaborazione, del mutuo rafforzamento e della comunità. Il metodo è stato sviluppato nell'ambito della Fondazione Gaia dell'Australia Occidentale da John Croft, con la collaborazione di molti altri. Attualmente Croft vive in Germania, e insieme a Kosha Anja Joubert, coautrice di queste pagine, e altri condivide queste aspirazioni e conoscenze con tutti quelli che sono interessati a imparare. Ogni progetto ha le sue radici nell'immaginazione di un individuo. Gli individui, uomini o donne, sono ispirati da una visione del futuro che attrae la loro attenzione. Essi stanno iniziando ad attraversare un ponte, in direzione di un futuro eccitante, con la possibilità di oltrepassare una soglia. Quanto sarà potente il loro prossimo passo? Molti sogni non vedono mai la luce del giorno. Spesso non vengono mai condivisi, e a volte non sono mai espressi verbalmente. Muoiono prima di essere stati compiutamente concepiti. Dati statistici forniti dalla Fondazione Gaia, mostrano che approssimativamente il 90% di tutti i progetti non attraversa mai la soglia del mondo interiore individuale. Sfortunatamente spesso sono i sogni che toccano profondamente il nostro cuore, e ci fanno sentire più vulnerabili, ad essere i più difficili da esprimere. Ma anche se noi ci facciamo coraggio e li condividiamo, c'è un'altra barriera: intorno al 90% di tutti i progetti non attraversano la fase della pianificazione. E solo il 10% dei progetti che sono realizzati vive più di tre anni. Le statistiche sono deprimenti, poiché sembrano suggerire che soltanto uno su mille dei nostri sogni viene realizzato. Secondo l'esperienza australiana, i progetti tendono a diventare insostenibili se noi tralasciamo uno qualunque dei passi del Ciclo del Dragon Dreaming (sognare,pianificare,attuare). Ma è importante aggiungere alla spirale un quarto stadio spesso dimenticato. È attraverso la celebrazione dei nostri risultati che noi combattiamo il logoramento individuale e del gruppo e ci riconnettiamo con i nostri sogni. Attraverso il Dragon Dreaming noi suggeriamo il pensiero radicale che il 25% delle energie, e spesso il 25% delle finanze, devono essere dedicati alla celebrazione. Tutti noi abbiamo i nostri punti di debolezza e i nostri punti di forza in campi differenti. Naturalmente nella nostra cultura occidentale, c'è una tendenza a trascurare le aree di destra del nostro cervello, che riguardano soprattutto il sognare e il celebrare, e contemporaneamente ad enfatizzare le aree del pianificare e attuare (questo corrisponde a concentrarsi sulle aree dell'emisfero sinistro del nostro cervello). Senza una sana cultura della celebrazione e una regolare riflessione, possiamo tendere ad allontanarci dalla consapevolezza del nostro costante cambiamento interiore, ciò che ci porta una mancanza di gioia nel nostro progetto personale e di gruppo, che ci impedisce di incontrare quello che noi ci aspettiamo come risultato.